Storia

È sul finire degli anni 60 che l’esigenza di mettere insieme la fiorente economia agricola dell’Asparago e la tradizione del territorio inizia a farsi sentire, Già all’epoca l’idea che un’eccellenza del territorio andasse promossa in sinergia con la promozione del territorio stesso serpeggiava nelle coscienze degli agricoltori in particolare questo emerse durante un corso al CEFA di “Pratogrande”

Nel territorio dell’Asparago, tra Altedo e Baricella già gli agricoltori festeggiavano nelle aie il raccolto degli Asparagi con una “bancotta” era la festa del primo raccolto della stagione, quello del prodotto che venduto immediatamente al mercato portava i primi soldi e questa era un’ ottima ragione per fare festa.
Nel 1970 l’allora sindaco Primo Carlini durante un viaggio a Roma, sul treno, si passava il tempo leggendo l’Esperesso e fu sorpreso che Altedo fosse citato assieme a Napoli proprio per la produzione di asparago, coniugare quel pensiero con le idee emerse a pratogrande fu un attimo. “pensai tra me e me, con una punta d’orgoglio” – racconta primo carlini in’unintervista – “siamo veramente dei bravi agricoltori se siamo riusciti a costruire una tale fama attorno ad un paesino della “bassa”.
Fu così che al suo rientro convocò d’urgnza la Giunta Comunale per proporre di organizzare una Sagra annuale dedicata all’Asparago Verde di Altedo. Venne coinvolta la CORAM all’epoca la più grande cooperativa che commercializzava l’asparago in zona.
Il 24 maggio 1970 si celebrò cosi la prima Sagra dell’asparago e il 28 giugno venne assegnato l’asparago d’oro al produttore che avesse fatto il prodotto di migliore qualità.
Nel luglio dello stesso anno diventa Sindaco Gloriano Tinarelli, e sarà lui a guidare la sagra prima come sindaco e dal 1972 come presidente del comitato organizzatore fino al 1989
Sotto la guida di Tinarelli la sagra cresce e si avvicina al mondo della gastronomia tanto che nel 1985 l’asparago d’oro non sarà più assegnato al miglior produttore ma alla migliore ricetta a base di asparago nel concorso gastronomico nazionale “una ricettà per l’asparago verde di altedo”.
Nel 1990 la presidenza del comitato è assunta da Vinicio Bernardi che guiderà la sagra fino al 2004
Bernardi condurrà la sagra nella stessa direzione del suo predecessore trasformando lo stand gatronomico prima nella “gastronomia altedese a base di asparago” e poi  nel 1994 nel “ristorante Tuttasparago” incentivando la produzione di libri che trattano della gastronomia di questo prodotto e delle tradizioni del territorio. Crescerà così l’interesse della ristorazione stellata e dei grandi gourmet rispetto al prodotto.
Bernardi affronterà anche il periodo nero delle asparagiaie altedesi colpite da una virosi devastante alla fine degli anni 90 ribattendo con la richiesta alla commissione dell’ indicazione geografica protetta che sarà concessa nel 2003, caso più unico che raro in cui la richiesta di tutela all’europa sia partita da un’associazione che organizza una sagra anzichè da un’associazione agricola.
Verrà creato in fretta e furia un consorzio di Agricoltori per l’aparago verde di Altedo IGP.
Nel 2005 succederà a Bernardi nella guida della Sagra Gianni Cesari, già dirigente del consorzio.
Durante la Presidenza di Gianni Cesari avrà nuovo impulso l’attività di fiera paesana e ripartirà la produzione grazie anche all’introduzione di nuove varietà sempre discendenti dal capostipite “ArgentWill” che però resistono alle virosi.
Cesari distinguerà i compiti del consorzio, ora consorzio di tutela da quelli della sagra. Con la nascita dell’IGP il territorio  dell’asparago verde di altedo si estende e copre 30 comuni in provincia di bologna e l’intera provincia di ferrara. Cesari avrà il merito di unire sotto il nuovo marchio il mondo della produzione e ai giorni nostri di creare le basi per la collaborazione tra varie sagre dell’asparago e i relativi Consorzi.
L’intento di quest’anno punta senza mezzi termini a creare anche sinergie tra le pubbliche amministrazioni coinvolte nel territorio di produzione riconosciuto dalla certificazione europea.
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